mercoledì 9 gennaio 2013

La trottola, i giochi di una volta

Leonardo quando studia un nuovo oggetto in genere lo prende, lo osserva, lo sbatte per vedere se produce un qualche rumore, poi lo appoggia per terra e tenta di farlo girare.
Non avete idea di quanti oggetti si riescano effettivamente a far girare: i coperchi delle pentole, i coperchi dei barattoli, gli anelli delle tende, le macchinine capottate, perfino il tappo del lavandino!  Lui resta affascinato.
Inutile dire che abbiamo diverse trottole in casa, ma l'altro giorno ho voluto provare a fargliene alcune io, e funzionano anche!
Il procedimento è un pò lungo, ma piuttosto semplice.
Io ne ho fatte due: una utilizzando uno spiedino e dei fogli colorati, l'altra prendendo una matita corta (molto temperata) e del cartoncino.
Ho tagliato delle striscioline di carta e le ho arrotolate rispettivamente allo stecchino e alla matita.
Questo il risultato.
Ad onor del vero, alla trottola "grande" avrei potuto arrotolare un pò più di cartoncino per renderla più stabile, ma non ne avevo più voglia anche così gira.

Con questo post partecipo all'iniziativa magie di carta del "mercoledì dell'arte" di priorità e passioni.

lunedì 7 gennaio 2013

"Odi et amo"

IO ODIO disfare l'albero, smontare il Presepe, ritirare le lucette...ma perchè si possono lasciare soltanto un mese?! ...mi viene una tristezza...La stessa che da ragazzina mi veniva alla fine delle vacanze o la domenica sera, quando bisognava controllare i compiti...

Sono una propositiva, amo il fare, non il disfare.
E non riguarda solo il Natale.

Mi piace preparare la valigia per un viaggio perchè pensando a cosa mi servirà immagino le gite, le escursioni, le possibilità, il clima, gli incontri.
Quando si torna da una vacanza, se fosse per me le valigie rimarrebbero nell'ingresso per sempre. Tanto ci sono solo indumenti sporchi e stropicciati. Meglio ricordare i momenti più emozionanti, magari scaricando le foto.

Adoro cucinare e preparare cena per gli amici; molto meno pulire mestoli e ciotole.
Sbuccio la frutta (non sempre) con lavoro certosino, quasi maniacale: spello gli acini d'uva e tolgo la pellicina agli spicchi del mandarino o del pompelmo, ma mi disturba dover andare a buttare le bucce nel pattume.
Mi diverto ad apparecchiare la tavola, creare centritavola e segnaposti, allestire i vassoi delle portate magari con decorazioni; molto meno sparecchiare e lavare i piatti.

Per fortuna Giò è più ordinato di me e spesso si occupa lui di riordinare la casa a fine giornata. Sarà per questo che l'ho sposato?

Con questo post partecipo all'iniziativa "raccontami di te" di Madre Creativa.

domenica 6 gennaio 2013

Passioni cromatiche

Leonardo è veramente attratto da tutto cio che colora, scrive o lascia un segno. Non possiamo prendere in mano una biro per segnarci un appunto su di un pezzetto di carta, senza che lui voglia subito inpossessarsene.
E che male c'è? lasciamo libero sfogo alla fantasia del giovane artista !

Però, quando tempo fa abbiamo scoperto che ha "scrivato" sulla porta del frigo, siamo subito corsi a comprare le matite colorate lavabili.
Questo non lo ha certo fermato dallo sperimentare nuove superfici da affrescare!
Primo murales...
 
Poi Babbo Natale gli ha portato i pennarelli.
 
Gli danno molta soddisfazione sia perchè hanno il tappo da togliere e (ogni tanto) rimettere, sia perchè sono colori molto brillanti.
Tra tanti doni, alla vista dei nuovi pennarelli, voleva fermarsi al secondo pacchetto e reclamava a gran voce dei fogli di carta per colorare!
I piccoli dimostrano di essere più saggi di noi, apprezzando ed accontentandosi delle piccole sorprese.





La colla della nonna, ricetta

Occorrente:
25 gr farina (pari a 2 cucchiai),
250 ml acqua fredda,
1 cucchiaino di aceto

Procedimento:
Mettere in un pentolino la farina ed aggiungere a poco a poco l'acqua sempre mescolando per evitare che si formino grumi.
Cuocere finche non inizia a bollire (praticamente avete fatto una besciamella!).
Togliere dal fuoco e far raffreddare.
Aggiungere l'aceto.
Suggerimenti:
Questa colla è davvero ottima ed è molto resistente, ma bisogna avere l'accortezza di far asciugare molto bene l'oggetto.
Si può colorare o essere aggiunta a diversi materiali quali semini,carta,sabbia,stoffa...
Sappiate che da asciutta tende a seccarsi un pochino e ad irrigidirsi.


Conservazione:
La colla può essere conservata un paio di giorni in frigorifero, non di più  perchè fermenta.


Curiosità
Gli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, quando non potevano uscire di casa perché erano ricercati e non avevano nulla da mangiare, toglievano la carta da parati dai muri e grattavano via la farina. Perché la colla utilizzata all’epoca per attaccare la carta da parati era fatta proprio con acqua e farina.

venerdì 4 gennaio 2013

Riciclare gli imballaggi

Mi spiace, proprio non ce la faccio a buttare questi imballaggi robusti e comodi, è più forte di me!
 
Questo per esempio, che è preziosissimo perchè è esattamente della dimensione dei cartoncini da disegno (più grandi del classico A4), l'ho foderato con la carta da pacchi utilizzando "la colla della nonna" . In alternativa si può utilizzare tranquillamente la colla vinilica allungata con acqua.
Quest'altro scatolone che conteneva bottiglie di vino è perfetto per contenere i colori a dita di Leonardo.
Ho misurato e adattato l'altezza dei contenitori con il taglierino e ho praticato due fori in modo da creare delle maniglie per facilitare la presa e il trasporto.
A me piace così: grezzo, ma non escludo che a breve il giovane artista non decida di farne una sua creazione...
E per ultimo la valigetta di legno, il vero pezzo da novanta! In quanto astemia, figuriamoci che valore possono avere per me le bottiglie di vino...il contenitore invece, vuoi mettere!!
Ho sistemato le spugne, gli attrezzi in legno per modellare e i pennelli a pomolo (chiamati "spumellotti") nella scatola.
Sul coperchio ho invece fissato i pennelli utilizzando un pezzo di stoffa che ho cucito e fissato con la colla a caldo. L'idea l'ho presa da il-kit-del-piccolo-artista-fai-da-te di Debbie e le Piccole Cose.
Il tocco finale: con un pennarello indelebile ho disegnato le sagome dei pennelli.
Mi sono divertita un sacco!  ;-)


mercoledì 2 gennaio 2013

Lumino delle feste

In inverno i mandarini sono sulle nostre tavole spesso accompagnati da noci, mandorle e frutta secca. 
Quando ero bambina dopo i pranzi delle feste, con la pancia piena e un po' sonnecchiante, andavo in braccio a mio papà a prendermi un pò di coccole. Era il momento del panettone -categoricamente mandorlato-, del caffè e della frutta.
Ecco che allora lui con tono enfatico e atteggiamento quasi da mago prendeva un mandarino e annunciava: "Hei, guarda un pò cosa faccio?"
E in pochi minuti realizzava un vero e proprio lumino che sprigionava profumo di scorza bruciacchiata.
Realizzarlo è semplicissimo. Occorre un mandarino, un coltello, un pezzetto di cotone e dell'olio.
Per prima cosa tagliate la scorza del mandarino facendo attenzione a non fare un solco troppo profondo ed evitando di raggiungere gli spicchi, altrimenti l'operazione successiva risulterà più complicata.
A questo punto bisogna delicatamente staccare la buccia dal frutto vero e proprio, senza rompere la scorza.

La metà con il picciuolo dovrebbe presentare all'interno dei filamenti. E' molto importante non strapparli. Questa sarà la nostra metà inferiore.
Alla metà superiore invece bisogna tagliare via la calotta.

A questo punto prendete un pezzettino di cotone ed avvolgetelo bene intorno ai filamenti in modo da ottenere uno stoppino.

Versate un pò di olio (più ne mettete e più a lungo durerà la fiammella)
e accendete il lumino.
Fatto!

Quando ero bambina volevo naturalmente metterlo acceso vicino al letto prima di andare a dormire.
Buona notte!




martedì 1 gennaio 2013

La calza della Befana, versione "cubista"

Oltre alla "classica" calza della Befana, ne volete una versione rivisitata in chiave moderna?! 
ECCOLA!
La si può utilizzare come centrotavola, come portafrutta o come semplice oggetto decorativo; oppure si può portare piena di dolcetti ad amici che ci hanno invitato a cena - d'altronde è pur sempre una calza della Befana.
Giò dice che sembra un incrocio tra una scarpa da elfo lappone, uno scarpone da sci, un moonboot e un gesso da frattura ...ma è il suo bello, secondo il mio modesto parere ;-)

Ho preso uno scatolone bello robusto e ho disegnato la sagoma sia sul lato destro sia su quello sinistro.
In questo modo ho sfruttato i due spigoli già esistenti dello scatolone.
Ho tagliato con un taglierino il cartone lasciando un paio di cm in più in modo da creare delle "alette". Serviranno per incollare tra loro i vari pezzi.
Ho piegato verso l'interno lungo la linea evidenziata in rosso.
Ho misurato quanto è lungo il segmento evidenziato e l'ho riportato su un nuovo pezzo di scatolone: sarà la parte superiore.
A questo punto ho incollato insieme i vari pezzi con la colla vinilica e, aiutandomi con delle mollette da bucato, ho lasciato in posa finchè la colla non si è asciugata.
A questo punto ho utilizzato  "la colla della nonna" , anzichè la colla vinilica che andrebbe anche bene, un pò perchè ne avevo ancora e poi perchè funziona benissimo per incollare la carta.
Ho ritagliato dei pezzi di giornale
e li ho incollati alla "calza".
Questo è il risultato finale.
Vi suggerisco di far asciugare bene la colla e di maneggiare con delicatezza l'oggetto finchè è bagnato perche il giornale rimane scivoloso ed è facole strapparne qualche pezzetto.

Con questo post partecipo alle iniziative:
"il mercoledì dell'arte" di Giorgia per il mese di gennaio.